Il bosco sta cambiando pelle. Siamo alla fine di agosto, e il tempo del Tartufo Scorzone – quel generoso figlio dell’estate – sta ormai scivolando via. Sotto la terra ancora calda, gli ultimi esemplari rimasti completano il loro ciclo: la loro polpa si fa scura, quasi stanca, esalando gli ultimi profumi di una stagione che ha ormai dato tutto ciò che poteva. Settembre entra in punta di piedi come un custode silenzioso. È il mese del riposo e della tregua. Nel fitto della vegetazione cessa il calpestio dei passi e si spegne il respiro affannato dei cani da cerca. La terra esige questo silenzio biologico per curare le proprie ferite e rigenerarsi. Mentre sopra le chiome degli alberi le foglie iniziano a tingersi d’oro e di ruggine, nel buio del sottosuolo avviene una vera e propria magia. Le prime piogge d’autunno dissetano le radici profonde delle querce, dei faggi e dei noccioli. È l’acqua che risveglia il micelio, quella rete invisibile che unisce l’albero al fungo. Il terreno, rinfrescato dalle prime notti umide, comincia a cullare il successore dell’estate: il Tartufo Uncinato. Questo prezioso tubero cresce protetto dall’ombra e dal fresco, assorbendo gli umori della terra bagnata e i profumi del muschio. Sarà pronto solo a ottobre, quando il bosco svelerà il suo nuovo tesoro dal profumo intenso di nocciola e di fogliame selvatico, pronto per essere scovato da chi sa ascoltare i segreti della natura.
A SETTEMBRE IL BOSCO SI RIPOSA





